Come proteggere i tatuaggi

albero_elettronico-tattooSe avete un tatuaggio e volete prendere il sole, dovrete assumere alcune precauzioni. In caso contrario meglio desistere e rinunciare all’abbronzatura: sarete ugualmente felici se ammirerete il vostro tatuaggio in salute e ben conservato.
Innanzitutto chiariamo: di che abbronzatura stiamo parlando? Naturale? O artificiale? In quest’ultimo caso, l’abbronzatura artificiale, occorrerà un filtro di protezione molto alto e dosi di creme abbondanti. E’ risaputo infatti che nei lettini abbronzanti, sotto l’azione di lampade e docce solari, la concentrazione dei raggi UV raggiunge una potenza molto maggiore di quella emessa dalla stella del nostro sistema solare.
D’altra parte l’abbronzatura è dannosa per la nostra pelle già senza tatuaggi, a maggior ragione se la incidiamo per tatuarla: continuerà a spellarsi per qualche settimana, inutile correre ulteriori rischi derivanti dall’esposizione al sole.
Quindi: mai cercare l’abbronzatura con un tatuaggio appena fatto. Almeno per le prime tre settimane occorre proteggere il tatuaggio con gli indumenti, meglio se di cotone per evitare arrossamenti,  e poi si può cominciare a parlarne… ma con molta cautela.

Il nostro corpo deve aver avuto il tempo di ricreare lo strato strato protettivo di pelle che ricopre l’area del tatuaggio. Prima di allora, anche se esistono creme solari ad alta protezione (SPF 50), meglio non rischiare infezioni e sgradevoli piaghe purulente.

tatuaretroLa pulizia in un tatuaggio è fondamentale: non bisogna dimenticare che il tatuaggio è pur sempre una ferita della pelle che può infettarsi fino a quando non si rimargina completamente e anche dopo occorre curarne l’aspetto perché rimanga esteticamente gradevole.
Ad esempio le crosticine non vanno tolte mai: occorre pulirle e disinfettarle, ma non rimuoverle. Si rimuoveranno spontaneamente per via dell’esfoliazione naturale dopo che si sono cicatrizzate.
L’obiettivo primario deve essere quello di mantenere tatuaggi in salute e in buono stato di conservazione perché durino nel tempo. S’è scoperto che Oetzl, l’uomo di Similaun, ritrovato sulle Alpi orientali nel 1991, ha ben 61 tatuaggi: alcuni sono ancora visibili ad occhio nudo (i più belli e i più esposti evidentemente). Gli altri sono stati individuati con tecniche fotografiche avanzate e non invasive: ma ci sono tutti, ancora perfettamente conservati.

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