
Una forma di infezione dovuta alla mancanza di semplici misure igieniche, di cui si è tornati a parlare recentemente è la scabbia. Dà un prurito molto intenso, soprattutto prima di coricarsi, tuttavia è facile da guarire: basta una crema. Con l’arrivo dei migranti la scabbia è salita di nuovo alla ribalta delle cronache, anche se – a dir la verità -la sua diffusione è dovuta di per sé a carenti di misure igieniche “a prescindere” dal fenomeno dei migranti, più legate ad esempio a forme di imprudente turismo sessuale. Sicuramente la scabbia è una malattia molto contagiosa, che si propaga attraverso il contatto con la pelle, ma anche attraverso materassi, moquette, tappeti, poltrone.
La causa della scabbia è un acaro-scavatore Sarcoptes scabiei, minuscolo parassita che si introduce sotto la cute, provocando il tipico prurito che può evolvere in una vera e propria impetigine bollosa. Piccole vesciche che rompendosi fanno fuoriuscire liquido che seccandosi produce una crosta giallastra. Tutte manifestazioni causate spesso da cattiva igiene e dalle quali si può guarire in pochi giorni, ma che ci rivelano l’importante funzione che la pelle svolge nei confronti del nostro organismo:quella di costituire una barriera e di isolarlo dall’esterno.
Il veicolo frequente delle infezioni – come ampiamente documentato dall’Organizzazione Mondiale sella Sanità – sono spesso le mani, il cui lavaggio va eseguito un po’ meno frettolosamente di come magari siamo abituati a farlo. Ad esempio non tutti sanno che è meglio evitare il sapone solido, dove si possono insediare allegre colonie di microbi, ed utilizzare invece sapone liquido. D’altra parte non bisogna esagerare con il sapone antibatterico perché l’uso quotidiano ottiene come unico effetto quello di moltiplicare i batteri resistenti agli effetti degli antisettici. Inoltre il lavaggio efficace della mani richiede almeno 40/60 secondi durante i quali effettuare le semplici operazioni illustrate in questa locandina diffusa dal’Organizzazione Mondiale della Sanità
