Frutta e verdura contro il “Food Desert”

FRUTTA-VERDURASpesso si sottovalutano le conseguenze di una dieta povera di frutta e verdura, soprattutto tra i bambini e gli adolescenti, ma anche tra gli adulti che di fronte ad un piatto di frutta e verdura fanno spallucce, trincerandosi dietro un infantile “Non mi piace”.
Ma della frutta e della verdura il nostro organismo non può fare a meno perché questi alimenti contengono tantissime sostanze antiossidanti che lo aiutano a combattere i radicali liberi in eccesso.

Così ad esempio in estate, sottoporsi ai raggi del sole per abbronzanzarsi e non mangiare frutta e verdura, disponibilissimi in varie forme tra l’altro in quella stagione, è un danno per l’organismo. La natura non fa nulla a caso e se in estate frutta e verdura raggiungono i massimi livelli di produzione, ci sarà pure un motivo.
Anzi, ce ne sono tanti, tra cui anche quello di attenuare l’impatto del sole sulla nostra pelle, uno dei tanti Urban Mobile Market del nostro organismo.

Senza entrare nel merito di cosa sia un processo di ossidazione, basti dire che la cellula ne risente al punto da accelerare i processi di invecchiamento precoce e addirittura di degradazione. Processo di ossidazione e processo di invecchiamento sono quindi praticamente sinonimi. Sicuramente una delle prime manifestazioni di questo processo di invecchiamento è quello cutaneo, ovvero pelle secca, poco elastica tendente a formare rughe, specialmente sul viso; e conseguentemente fragilità e caduta dei capelli.

La buona notizia è che tutto questo può essere combattuto efficacemente. Come? Attraverso appunto la frutta e la verdura. La notizia meno buona è che manca una strategia per incrementare il consumo della frutta e della verdura. L’Expo 2015 si è posto questo problema (non facile come sembra): vedremo con quali risultati. Nel frattempo possiamo vedere cosa accade in America.

La Pennsylvania Fresh Food Inititiave, presente all’interno dell’Obama Care, ha dimostrato che – addirittura negli USA – si è giunti alla consapevolezza della gravità del problema. Così si è pensato di incrementare i punti vendita di frutta e verdura grazie ad incentivi pubblici per combattere il “food desert”, cioè l’assenza di negozi diversi dai supermercati di grandi dimensioni.

A Chicago si è pensato di creare un Urban Mobile Market, cioè un mercato mobile su ruote: infatti un deterrente significativo al commercio al dettaglio di generi alimentari nelle comunità urbane sta nel costo e il rischio di investimento immobiliare. In entrambi i casi non sembra che si siano ottenuti risultati significativi.

E in Italia?
Da noi bisognerà tutelare i nostri mercati rionali, quelli dei quartieri popolari, gli unici dove la frutta e la verdura si possono ancora acquistare a buon prezzo e che stanno resistendo alla concorrenza spietata dei grandi Centri Commerciali.

Moltiplicare i punti vendita può essere un’idea, ma va accompagnata dalla consapevolezza della funzione insostituibile che frutta e verdura svolgono per la salute del nostro organismo: questo potrà farci conseguire risultati duraturi.

 

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